GUIDO ROSSI MUORE SENZA PENTIRSI di Sergio Vessicchio

E’ morto anche Guido Rossi. Si è portato via tante verità tenute nascoste in questi anni per mero interesse di azienda. Era uno sconosciuto ed è diventato famoso perchè l’imbroglio nazionale, anzi, internazionale messo su dall’Inter che gestiva il campionato attraverso la Tim prevedendo la nomina di commissario della FIGC proprio l’uomo più forte dopo Tronchetti Provera, questo Guido Rossi. Peccato che sia morto, abbiamo sperato fino all’ultimo che potesse dare un senso alla sua coscienza e dire le cose come realmente sono andate, perchè lui sapeva come sono andate. Dispiace che sia andato via portandosi dietro le verità di quell’imbroglio e soprattutto l’etichetta di colui in grado di far diventare la Federazione un tribunale fetente e ingannevole. Abbiamo sperato fino alla fine che lui potesse parlare ma purtroppo le verità se le porta nella tomba. Lui fu l’immagine del giustizialismo antijuventus, fu l’uomo che usò il fucile, anzi, il mitra contro Moggi, Giraudo e quattordici milioni di juventini. Muore con questo peccato che non ha espiato e di cui pubblicamente non si è mai pentito. Addio Guido Rossi, ti sia lieve la terra. Sergio Vessicchio

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